Il nuovo regime Forfettario 2018

Che l’Italia sia il paese burocraticamente più complesso è ormai ben risaputo e questo implica un naturale stato confusionario e di incertezza che finisce per demoralizzare chi vuole avviare un’attività in proprio o addirittura far scappare chi vorrebbe investire nel nostro Paese.

Per comprendere questa caotica situazione, basta sapere che attualmente, dal punto di vista fiscale e contabile, sono attivi i seguenti regimi:

  1. Contabilità ordinaria;
  2. Contabilità semplificata;
  3. Nuove iniziative (forfettino) fino al 31/12/2014;
  4. Contabile agevolato fino al 31/12/2014;
  5. Minimi fino al 31/12/2015;
  6. Forfettario dal 1° gennaio 2015;
  7. Forfetario in vigore dal 1° gennaio 2016.

Regimi in vigore nel 2018

Per tranquillizzare il futuro imprenditore è bene chiarire che oggi, chi intende avviare un’attività può e deve scegliere, almeno fino alla data attuale, tra:

  1. Il regime ordinario;
  2. Il regime semplificato;
  3. Regime forfetario.

Il regime forfettario è stato introdotto dalla Finanziaria 2015 ( art. 1 co. 54-89, L. 23 dicembre 2014, n. 190) e successivamente modificato dalla Finanziaria 2016 (art. 1 co. 111-113, L. 28 dicembre 2015, n. 2018), la quale ha essenzialmente ampliato la platea dei soggetti che possono beneficiare del nuovo regime e contestualmente abrogato il regime delle nuove iniziative produttive, quello dei minimi e quello super-semplificato.

La clausola di salvaguardia, contenuta nella legge di cui sopra, consente di proseguire con i regimi abrogati fino alla scadenza naturale degli stessi.

Requisiti per l’accesso al regime forfetario 2016

Possono usufruire del regime forfetario 2016 i contribuenti persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni se nell’anno precedente:

  • hanno conseguito ricavi o compensi, ragguagliati ad anno, non superiori ai limiti indicati nella seguente tabella
Progressivo Gruppo di settore Codici attività ATECO 2007 Valore soglia dei ricavi/compensi Redditività
1 Industrie alimentari e delle bevande (10-11) 45.000 40%
2 Commercio all’ingrosso e al dettaglio 45 – (da 46.2 a 46.9) – (da 47.1 a 47.7) – 47.9 50.000 40%
3 Commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande 47.81 40.000 40%
4 Commercio ambulante di altri prodotti 47.82 – 47.89 30.000 54%
5 Costruzioni e attività immobiliari (41 – 42 – 43) – (68) 25.000 86%
6 Intermediari del commercio 46.1 25.000 62%
7 Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione (55-56) 50.000 40%
8 Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari ed assicurativi (64-65-66) – (69-70-71-72-73-74-75) – (85) – (86-87-88) 30.000 78%
9 Altre attività economiche (01 – 02 – 03) – (05 – 06 – 07 – 08 – 09) – (12 – 13 – 14 – 15 – 16 – 17 – 18 – 19 – 20 – 21 – 22 – 23 – 24 – 25 – 26 – 27 – 28 – 29 – 30 – 31 – 32 – 33) – (35) – (36 – 37 – 38 – 39) – (49 – 50 – 51 – 52 – 53) – (58 – 59 – 60 – 61 – 62 – 63) – (77 – 78 – 79 – 80 – 81 – 82) – (84) – (90 – 91 – 92 – 93) – (94 – 95 – 96) – (97 – 98) – (99) 30.000 67%
  • hanno sostenuto spese per un ammontare complessivamente non superiore a € 5.000,00 lordi a titolo di lavoro dipendente, co.co.pro, lavoro accessorio, associazione in partecipazione, lavoro prestato dai familiari dell’imprenditore ex art. 60 TUIR;
  • hanno sostenuto costi per beni strumentali, al lordo degli ammortamenti, alla chiusura dell’esercizio non superiore a € 20.000,00. In questo limite non vanno considerati i beni il cui costo unitario non è superiore a € 516,46 e i beni immobili, comunque acquisiti e utilizzati. I beni utilizzati promiscuamente concorrono nella misura del 50%.

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