Credito di imposta per i canoni di locazione degli immobili ad uso non abitativo

L’art. 28 del Decreto Rilancio (Decreto Legge del 19 maggio 2020, n. 34) prevede che «ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto, spetta un credito d’imposta nella misura del 60 per cento dell’ammontare mensile del canone di locazione, di leasing o di concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo».

A chi spetta

Destinatari della misura sono i soggetti esercenti attività di impresa, arte o professione, con ricavi o compensi, conseguiti nel 2019, non superiori a 5 milioni di euro.

Le strutture alberghiere e agrituristiche hanno diritto al credito a prescindere dai ricavi e compensi conseguiti nel periodo di imposta precedente.

Gli enti non commerciali, enti del terzo settore e enti religiosi civilmente riconosciuti, hanno diritto relativamente al costo sostenuto per il «canone di locazione, di leasing o di concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività istituzionale».

Non essendo prevista alcuna distinzione tra le attività, sono inclusi nell’ambito soggettivo, fermo restando il limite dei ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel 2019: 

  • i soggetti in regime forfetario di cui all’articolo 1, commi 54 e seguenti della legge n. 190 del 2014; 
  • gli imprenditori e le imprese agricole, sia che determinino per regime naturale il reddito su base catastale, sia quelle che producono reddito d’impresa. 

Quanto spetta

Il credito di imposta spettante è pari al 60% del canone di locazione, di leasing o di concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo.

Viene, quindi, assimilato alla locazione anche il caso in cui il bene venga condotto sulla base di un contratto di leasing operativo rimanendo escluso il leasing finanziario.

Rientrano nel credito, relativamente agli immobili destinati all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo, anche gli immobili adibiti promiscuamente all’esercizio dell’arte o professione e all’uso personale che sono ammortizzabili.

In questo caso il credito di imposta è calcolato sul 50% del canone di locazione.

A condizione che il contribuente non disponga nel medesimo comune di altro immobile adibito esclusivamente all’esercizio dell’arte o professione; infatti, in tale ipotesi, il credito di imposta non potrà essere riconosciuto con riferimento ai canoni relativi all’immobile ad uso promiscuo, ma solo con riferimento all’immobile adibito ad attività professionale in via esclusiva. 

Il credito di imposta è pari al 30% nel caso di affitto di azienda.

E’ necessario che il canone sia stato corrisposto per poter fruire del credito. Nel caso in cui il canone non sia stato corrisposto la possibilità di utilizzare il credito d’imposta resta sospesa fino al momento del pagamento. 

Requisiti

Il credito di imposta spetta a condizione che i «soggetti esercenti attività economica abbiano subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi in ciascuno dei mesi di marzo, aprile e maggio di almeno il cinquanta per cento rispetto allo stesso mese del periodo d’imposta precedente». 

Il calcolo del fatturato e dei corrispettivi relativi, rispettivamente, ai mesi di marzo, aprile e maggio del 2019 e del 2020, da confrontare al fine di verificare la riduzione percentuale, va eseguito prendendo a riferimento le operazioni eseguite nei mesi di marzo, aprile e maggio fatturate o certificate, e che, conseguentemente, hanno partecipato alla liquidazione periodica del mese di marzo 2019 (rispetto a marzo 2020), aprile 2019 (rispetto ad aprile 2020) e maggio 2019 (rispetto a maggio del 2020), cui vanno sommati i corrispettivi relativi alle operazioni effettuate in detti mesi non rilevanti ai fini IVA. 

Il calo del fatturato o dei corrispettivi deve essere verificato mese per mese. Il credito, infatti, potrebbe spettare solo per uno dei mesi indicati.

Per gli enti non commerciali non è prevista tale verifica con riferimento all’attività istituzionale, ma solo relativamente all’eventuale attività commerciale svolta.

Cessione del credito

La norma prevede la possibilità di cedere il credito d’ imposta al locatore a titolo di pagamento del canone. 

In altri termini è possibile fruire del credito attraverso la cessione dello stesso al locatore o conducente, fermo restando che in tal caso deve intervenire il pagamento della differenza tra il canone dovuto ed il credito di imposta. 

Utilizzo del credito

Il credito d’imposta è utilizzabile: 

  • in compensazione, ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241; 
  • nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di sostenimento della spesa; o, in alternativa 
  • può essere ceduto: 
    • al locatore o al concedente; 
    • ad altri soggetti, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari, con facoltà di successiva cessione del credito. 

La Risoluzione 32/E del 06/06/2020, al fine di consentire l’utilizzo in compensazione del credito d’imposta tramite modello F24 ha istituito il codice tributo: “6920” denominato «Credito d’imposta canoni di locazione, leasing, concessione o affitto d’azienda –articolo 28 del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34».

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